tinder & co.

l’amore online.

siamo nel 2016, ed io, ancora vecchia maniera, considero “sfigato” iscriversi a siti di incontri online. ho difficoltà serie quando le parsone intavolano lunghe discussioni su wtsp e preferisco telefonare. o meglio. pure telefonare se non sono in confidenza mi crea qualche difficoltà.
mi chiedo perchè le persone non possano andare in un locale, bere, chiacchierare, provare a conoscersi così, dal nulla.
flirtare (dal vivo) ha avuto un’importanza forte nella mia crescita. non solo per imparare come attirare l’attenzione di un uomo, ma per capire le persone con “uno sguardo”, per comunicare anche solo guardandole dritto negli occhi. per farmi guardare ed attirare l’attenzione, in silenzio.
ha avuto un impatto decisivo anche nel momento in cui mi sono accorta che creava problemi a chi mi stava intorno, che era diventato parte integrante del mio muovermi, anche con le amiche. ed allora ho capito che era una maschera.

piccoli passi per conoscere se stessi.
piccoli gesti con i quali ti specchi negli altri e impari qualcosa di te, dei tuoi limiti, delle tue paure.
come si fa a far scorrere le emozioni tra sè e gli altri, davanti ad una chat?

e non parlo di parola scritta.
venero la parola scritta. la potenza del suono, della scrittura, le emozioni, l’eccitazione , il dolore che può procurare. ma una chat non da il tempo di pensare. è un botta e risposta immediato. così veloce che se scrivi a più persone contemporaneamente hai diffcoltà a capire chi ti ha detto una o l’altra cosa.
così veloce che certe volte ti perdi le frasi e per ritrovarle devi scorrere il testo per minuti o ore.
siamo dannatamente soli, tutti presi a chattare tra smart-I-smich-tab-phone, dispersi tra Fb, wtsp, tinder, adottaunragazzo.com, netmic, e simili.

quando ero al liceo ricordo esisteva solo messenger e la chat di libero. al massimo qualche gioco virtuale online, gdr (ma parlo di molto prima dell’arrivo di second life). lì intavolai un lungo scambio epistolare con due persone, una conosciuta in un gioco di ambientazione medievale e l’altro cyber-punk. extremelot e l’altro non ricordo. due gdr .
lettere. meravigliose lettere piene di emozione.
e i primi sms lunghissimi  che si attaccavano gli uni agli altri (1/5, 2/5…) perchè non c’era internet sui cellulari ed i telefonini avevano una sola riga.

un caro amico qualche settimana fa mi ha detto che i tempi sono cambiati. non ci si incontra più per strada o nei pub. ora ci si conosce online.
la mia migliore amica spesso ha frequentato uomini conosciuti online, sia come fidanzati, sia come amanti occasionali.
ed ogni volta, la mia mente aperta, si ritrae improvvisamente come un’antenna di lumaca e pensa “ma perchè avete bisogno di questo?” ed ancora “no, io non posso arrivare a questo ultimo stadio…”
se vuoi uscire dal giro dei soliti amici, ti iscrivi a un sito per incontri. metti la tua foto, una brevissima descrizione (di solito: anni, altezza, sesso, al max qualche interesse) e via: scegli e scarti i possibili incontri in base alla foto che vedi sul tuo display 4×7.
poi ci si scrive, qualche frase e se ci si trova interessanti si esce.
e si scopa. o ci si conosce e magari si diventa pure amici.
tu si, tu si, tu no.
tu prima eri un si, ora diventi un no.

non ci si incontra più nel bar o in discoteca. non si corteggia più l’amico-dell’-amico sperando di rivederlo senza che l’amico capisca che ci interessa. no. ci si espone subito, in prima persona. mi piaci. sei bella. che fai? quando ci incontriamo? passiamo a parlare su wtsp?
diretti.

e se si vuole chiudere, non si ha neppure bisogno di salutare. puoi eclissarti nel mondo virtuale esattamente come eri apparso: in un nanosecondo.

mi chiedo sempre quali problemi nasconda il fatto di iscriversi ad una chat. la mia amica è una bella donna. intelligente, indipendente, simpatica.
lui è molto accattivante, un surfista, attraente, un musicista, ha un lavoro solido e guadagna pure bene. siamo amici da più di 10 anni e siamo anche stati insieme. perchè anche lui ha sentito il bisogno di iscriversi. mi domando perchè ci si deve ridurre a questa specie di “ultimo stadio relazionale”.

poi penso anche che molte cose che faccio io vengono considerate borderline o che possano essere legate a estremizzazioni , quando, invece, non lo sono.

e mi sono data una possibilità: dopo che l. mi ha fatto incazzare, mi sono iscritta in chat.*

*in realtà sono durata solo 3 giorni, ma è già comunque un inizio 🙂

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