la vista e i 5 sensi

stamattina pensavo alla stranezza delle percezioni sensoriali.. alla vista in particolare ed al senso del giudizio.

le donne molto belle desiderano spesso essere viste come intelligenti, carismatiche dal proprio uomo, perchè sanno che lui le vede belle.
le donne molto intelligenti desiderano che il proprio compagno le guardi come se fossero qualcosa di bellissimo e raro. e quando lui non le “guarda” in quel modo, si sentono sminuite ed è come se qualcosa di importante si sgretolasse. una parte di sè si sente fortemente attaccata e… triste.

quando una donna con un pochino di testa e di estetica “nella norma” si sente dire dal suo uomo che sono altre le qualità di lei che lui apprezza, o che non è bella, ma lui la ama lo stesso, inevitabilmente si sente morire dentro. anche la più emancipata, anche la più centrata. nonostante il messaggio reale sia di fatto “non ti amo per quello che appari, ti amo per la tua interezza”

perchè?

perchè diamo così importanza all’essere “visti” belli dalla persona che amiamo e anche dalle persone che amiamo?

spesso ciò che non magari particolarmente gradevole all’occhio, come un grande pancione, o dei peli sul petto (mi riferisco agli uomini 😉 ) sono più piacevoli al tatto, appagano altri sensi, anche se non la vista. l’odore di una persona fa scattare eccitazione e ferormoni molto più che mille profumi costruiti. la morbidezza di un seno vero, anche se cade di lato o è coperto di smagliature, è differente da quella di una protesi al silicone che sta su perfetta.
mi chiedo il perchè spesso restiamo incatenati dal giudizio visivo, ma non rispetto agli altri, ma rispetto alla percezione che l’altro ha di noi stessi. perchè è così importante come gli altri ci possono giudicare esteticamente nella nostra intimità? e, soprattutto, nell’intimità, che ci giudichino esteticamente appaganti e bellissimi?

io amo l’imperfezione. ho avuto uomini bellissimi “così belli da far male agli occhi”, e uomini davvero brutti. uomini intelligenti e uomini stupidi. uomini geniali, artisti e uomini che erano sempre in costante senso di “svagatezza” (leggi: strafatti di marjuana). in ognuno di loro ho amato le loro imperfezioni. la bellezza dell’imperfezione. quello sguardo che faceva scomparire la pelle rovinata dalle cicatrici. quelle mani che sapevano accarezzarti e portarti in un altro mondo. quel modo di guardarti che ti faceva sentire una creatura selvaggia e bellissima, davanti a cui la pancia non si vedeva più. ho amato la morbidezza di un petto coperto di peli con cui giocare, le rughe su quel volto in cui spiccavano occhi di un azzurro purissimo, quel naso troppo grosso che si intonava così bene con la voce profonda.
e paradossalmente, se mi guardo indietro, tutti quelli che esteticamente proprio belli non erano, nel mio ricordo sono esteticamente più belli di quelli …perfetti. ed ancora oggi quando li incontro, li continuo a vedere belli.
e, paradossalmente, quando uno di loro non mi guardava vedendomi bella, mi sono sentita morire dentro. ogni volta.

credo sia importante vivere le persone che abbiamo a fianco non solo con la vista, ma con tutti i sensi: il tatto, il gusto, l’udito, l’olfatto, per poter scoprire lati meravigliosi e, talvolta, molto più appaganti.

vorrei che il mio uomo mi vivesse così, con tutti i sensi…ad occhi chiusi. per poi riaprirli e vedermi specchiata in lui come una creatura bellissima.

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