la Musa

ci sono legami che ti entrano sotto la pelle. non parlo dei flirt tra colleghi annoiati che per dare un senso alle loro esistenze grigie iniziano a flirtare tra un monitor di pc ed un caffè senza zucchero.
parlo dei legami spersonalizzati tra un artista e la sua musa.
quando un artista, o pseudo tale, ti eleva a sua musa, sua tela, sua modella, improvvisamente tu smetti di esistere per quello che sei e diventi lava nelle sue mani. un’argilla bollente che ustiona. piano piano inizi ad essere il mezzo attraverso il quale lui esprime se stesso. muta. non parlare. non pensare, se

non per enfatizzare l’onda che ti scivola addosso, che ti travolge. tu sei mia.
improvvisamente smetti di dover essere te stessa. improvvisamente hai la libertà delle infinite possibilità. e sei bellissima. sei una tela bianca che rispecchia la mano del tuo creatore. sei il suo sguardo, sei la sua mano, sei il suo pensiero che si fa carne. tu per lui esisti in quanto sua scultura. lui per te esiste

in quanto incarnazione dell’Arte. colui che da pietra grezza fa nascere la luce. come una madre, che da la vita un’altra volta.
che sia poeta, musicista, scrittore, fotografo, pittore. ricerchiamo l’attimo immortale, ricerchiamo quella sincronicità, quell’intimità che solo noi, uniti da questo fuoco sacro, possiamo condividere.
ho avuto uomini che odiavano vedermi danzare perchè non riuscivano a condividere quel mondo in cui non ero mai stata loro.
ho avuto uomini che hanno sublimato la mia danza con la loro arte.
e nessuno di loro mi ha mai conosciuta. e non ho mai amato nessuno di loro.
il rapporto con l’artista è così. sublime, infantile, viscerale. è potente e tu comunque puoi restare nell’ombra. puoi permetterti il lusso della non quotidianità. puoi permetterti di viverti fuori da ogni schema tradizionale, nella clandestinità.
e poi l’amore si impasta con un dolore lacinante, la passione si intreccia con la violenza, i respiri, i sussulti. e voi esistete solo per l’arte, per quella passione che condividte nelle viscere, dove lui è il creatore e tu sei la sua musa.
il mio corpo è carta bianca. fanne quello che vuoi. marchiami. per sempre, indelebilmente. avrò fino alla morte la tua opera impressa nella mia carne. sul mio seno, sul plesso solare, sui fianchi, nella mia anima, sul pube, nella mia carne.
ancora ed ancora.
e ascolti sussurri di onnipotenza. e il sangue come liquido appiccicoso lentamente scivola lungo le natiche.
io sono argilla e divento la tua scultura. con dolore e passione. sono la tua musa. come le donne di picasso. di dalì. come lolita per humphry.
la donna e l’uomo nel rapporto artistico sono spersonalizzati, non esiste più un carattere, restano solo l’artista e la tela. e la loro passione viscerale.

non chiedetemi di restare spettatore indifferente, non a me. abbiate rispetto per chi sa riconoscere quello che vede.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: