dell’amore, degli ex, delle 5 scuse, delle relazioni (viaggio alla scoperta..)

Ho fatto un viaggio. Un viaggio in una terra sconosciuta.

Una decina di giorni fa vado per caso una festa dove conosco un tizio.
Per un inspiegabile motivo mi ritrovo a vivere per alcuni giorni sopra ad una nuvola. Il tizio in questione va veloce come un treno, mi ricopre di attenzioni, di carinerie, mi pare di avere 16 anni, mi sento a mio agio. Si vive anche una vita sociale, amici suoi, amici miei, cene, cinema, concerti. Una vita in una settimana. Messaggini affettuosi. Pomiciate al cinema perdendosi l’ultimo film di Almodovar e passeggiate abbracciati come se fossimo un corpo solo. Come se non esistesse un domani.

Nonostante dalla prima volta arrivi in me il sentore della sindrome “infilati le scarpe da tennis e scappa”, per una volta decido che no, voglio provare. Voglio evitare di già sapere come andrà a finire, di chiedermi se abbia o meno un cervello per non trovarmi a dirmi che no, non ce l’ha. di analizzare e sentire chi ho davanti, di non guardare oltre, ma di vivere. Istante per istante.
Mi sconvolge il sentirmi così a mio agio con qualcuno, il desiderio di vederci, suo – perchè lascio a lui il timone – l’entusiasmo, il giocare, ballare, scherzare, ridere. Mi segue in ogni mia proposta, ogni sguardo è un sorriso. Ogni sorriso diventa un bacio. Ogni bacio si scioglie in un nuovo sorriso. Ogni sorriso si rifonde in uno sguardo.

E’ una terra nuova per me, qualcosa che non ho mai vissuto.
Anche i vagabondi ogni tanto hanno piacere di sentire il profumo di una casa.

Esattamente 6 giorni dopo la prima uscita il fatidico verdetto. La legge delle 5 scuse si intrufola tra noi, senza una domanda, senza una risposta:

“Scusami, devo parlarti e non trovo le parole.

– è un periodo di grande confusione,
– meriti di essere amata
– ho problemi col lavoro (non ce l’ho più per essere esatti)
– penso ancora alla mia mia ex , sai lei era una stronza ed era facile amarla
– ho paura dei miei sentimenti, non so cosa provo/voglio/penso”

Ora parliamone. Cerchiamo di essere franchi.

Che cazzo mi vuoi dire?

Per una settimana corri veloce come un treno, fai, disfi, reimpasti, non mi lasci il tempo di pensare, mi lascio travolgere da questa ondata di felice adolescenza e di punto in bianco, prima ancora di aver scopato tu te ne esci con le 5 scuse.

Ora, io non sono una bambina. Non sono un’adolescente. Neppure una puritana. Mi chiedo, ma da dove esci?

– concetto nr. 1 “(Il periodo di) La grande confusione”
Siamo sempre, tutti, perennemente confusi. Inutile negarlo. Talvolta l’essere in questione modifica la parola confusione aggiustandola in “cambiamento”, termine dalla connotazione lievemente positiva che ti fa presagire la possibilità di qualcosa di positivo. FALSO.
Siamo sempre, tutti, perennemente in stato di cambiamento. Oggi non siamo quello che eravamo ieri, né ciò che saremo domani, ma questo non ci impedisce di Vivere. Anzi. Io penso che sia proprio il confronto con le altre persone, con l’amore, la sessualità, l’amicizia, che ci possa permettere di andare avanti verso il nostro Io più vero. Se non vivo, non posso fare chiarezza dentro di me. Vivere è anche fare silenzio, stare ad ascoltarsi, svuotare la mente dagli inutili pensieri (seghe mentali) che ci impediscono di far entrare qualcosa di nuovo.
Se la tua mente è troppo affollata non ci sarà certo spazio per nuove passioni ed emozioni.

Se hai bisogno di silenzio e sei confuso, non ti comporti come se avessi davanti l’essere più speciale al mondo, quello che hai sempre desiderato incontrare e non hai mai trovato. Non ti comporti come se fossimo due fidanzatini, concetto che peraltro fin dal primo istante ti ho chiarito essermi estraneo.

Io se sono confusa me ne sto per i fatti miei. Medito. Faccio silenzio. Mi ascolto. Non vado a impastarmi con il primo sconosciuto che capita. Soprattutto non lo vado appositamente a cercare, importunare, desiderare io.

– concetto nr. 2 “tu meriti di essere amata al 100%”
No, beh, parliamone.
Parliamo un po’ del concetto di amore. Dell’amore al cento per cento. Della meritevolezza dell’amore. Tu lo meriti, Tu no. Così, a prescindere. A discrezione di non si sa chi.
Ma Amore cosa vuol dire. Amore è leggerezza, conforto, confronto, andare al cinema, ridere, non scaricare e proprie pesantezze sull’altro, non investirlo con i propri problemi in modo così subdolo ed immaturo per farlo crollare e farlo sentire in colpa per qualcosa che invece appartiene solo alle nostre paure e turbe psichiche.
La mia idea di Amore è molto affine a quella di coequipè su una barca. Siamo io e te su questa vela, ci saranno momenti bellissimi, e tempeste furibonde, ci saranno momenti di estasi ed emicranie fottute, ci saranno esperienze, terre inesplorate che scopriremo assieme, e poi arriveremo a terra. Ed ognuno di noi avrà la facoltà di scegliere se continuare assieme per un altro viaggio o se scendere. Senza rinnegare quello che è stato. Ma mai, in nessun momento, investiremo l’altro di qualcosa che non gli appartiene. Ci smazzeremo i nostri fardelli e le nostre paure da soli, chiedendo conforto, magari, confidandole, ma mai, gettandole sull’altro per scaricarcene. E se sarà il momento di lasciarci non cercheremo di scaricare sull’altro la nostra scelta, perchè sarà un percorso naturale, fatto assieme e condiviso.

(Stamattina mentre ero in macchina, dopo una notte a parlare con m. di induismo e spiritualità, stavo pensando che alla fine l’amore in qualche modo c’è e ci sarà sempre. se siamo parte dell’Uno, dell’Amore universale, amiamo tutti in potenza. Amare qualcuno potenzialmente significa che se ci permettiamo di lasciare aperto il canale, possiamo amare chiunque abbiamo davanti. quando ci tiriamo indietro non è perchè non amiamo, ma perchè non ce ne diamo la possibilità – concetto che approfondirò più avanti)

– concetto nr. 3 “problemi sul lavoro”
Rimando al concetto nr.1. Tutti abbiamo problemi sul lavoro. O un ambito in cui abbiamo problemi. In famiglia, con gli amici, etc. Stare con un’altra persona con leggerezza ci permette di staccare la spina, un’isola felice, un momento di pace, un’oasi, per ricaricarsi prima di tornare di nuovo in guerra. Se scopo bene il giorno dopo arrivo al lavoro con il sorriso. Tratto tutti bene. Canticchio e sono fichissima. Se avete problemi sul lavoro, cercatevi un amante. Scopa, Ama. Perchè la passione ti permette di essere brillante, di avere nuove idee, ti sprona a trovare valide soluzioni. La passione eccita anche il cervello, lo fa funzionare più velocemente.
L’amore e il sesso fanno bene al lavoro. E anche ai colleghi e alle persone che ti stanno intorno. Se tu brilli, pure gli altri se ne accorgono.

– concetto nr. 4a “gli ex” / parte prima
L’ex è un concetto di qualcosa superato, che non c’è più, che spesso si trasforma in un pensiero ossessivo. “Ex” in latino significa “fuori da”, indica allontanamento, separazione da qualcosa che resta fermo in un tempo o in un luogo, mentre il soggetto si allontana.
Io personalmente ho ancora in testa la maggior parte degli uomini che ho frequentato e con cui sono stata. Talvolta il pensiero arriva mentre mi lavo i denti, mentre torno a casa la sera, mentre ascolto una musica, quando incrocio lo sguardo di un altro e sì, è capitato anche mentre baciavo qualcuno di pensare ad un altro, mentre ci facevo l’amore.
Pensare non è esatto, sono più immagini che si sovrappongono, ed improvvisamente nella tua testa non hai più davanti davvero chi hai, ma una miscellanea di volti, odori, gesti, sapori. Sì, capita.
Ma mai in vita mia mi sono permessa di dirlo. Spesso sono pensieri fugaci, dei lampi, poi ritorni al presente. Ma mai ad un uomo ho detto “Scusa ho ancora in mente un mio ex”. Perchè non sarei stata sincera. “Scusami, ho ancora in mente tutti i miei ex, e pure tutti gli sconosciuti e i possibili incontri che farò o non farò mai. Ho in mente il tizio del garage, quello della dogana, il barista, il tuo amico. Faccio l’amore con te e con gli altri nello stesso istante” Questo sarebbe vero.
Spesso una storia nuova è un’ottima molla per ridimensionare la persona del passato, per riportarla alla sua connotazione umana. E quì rimando al concetto del lavoro: se scopo bene, se sono contento e vivo momenti di leggerezza, il pensiero dell’ex viene lasciato a parte. Sedimenta. Si lascia andare e compostare per i fatti suoi.
Ma diciamocelo: un ex è per sempre. Quindi, caro Amico, non pensare di essere diverso dagli altri o da me, semplicemente io ho la buona creanza di non dirtelo. Perchè un ex è cosa mia. Una mia ossessione, un mio pensiero, qualcosa che non ti riguarda.
A che pro sbattertelo in faccia? Se tu me lo dici il tuo unico inconscio intento è quello di scatenare in me la reazione a catena: lei non mi pensa, io ti dico che penso a lei, così quando tu mi pensi provi la stessa angoscia alle budella che provo io perchè sai che io non penso a te. Bella roba. Peccato che tu sai che io non penso a te.
Like a rolling shitball.

– concetto nr. 4b “amare uno stronzo” / parte seconda
Anche se hai 40 anni, lascio passare il concetto n’anticchia infantile di te che corri dietro ad una tabbozza figlio-munita che pensa di avere ancora 22 anni e ti obbliga a depilarti petto e braccia, che mette online foto di sé mezza nuda e che cerca di arrapare ogni possibile osservatore, che manco nella pubblicità più scarsa della Diesel, e mi concentro sul concetto principale. In amor vince chi fugge.
Amare un* stonz* è assai facile: l*i impegnat* a scappare via, non ti guarderà mai in faccia, non si confronterà mai con te. Non avrà mai una visione reale dei tuoi pregi, dei tuoi difetti, di quello che desideri e vuoi davvero TU. Correre dietro a qualcuno che scappa ti permette di avere una perfetta e precisa visuale del suo culo. E basta.
Pensaci.
Per fermarsi e guardarsi in faccia ci vogliono le palle. Delle grandi palle.
Si sta in silenzio, ci si osserva e si scopre di essere esattamente l’uno lo specchio dell’altro. Al rallentatore. Tu mi rimandi ciò che sono io. Io fuggo da ciò di cui ho paura. Fuggo da te perchè rifletti me. Rifletti i miei limiti, le mie paure, le mie incertezze. Rifletti ciò che potrei essere o che sono stato e che non voglio e con cui non ho il coraggio di confrontarmi.

– concetto nr.5 “la paura”
La paura. Che bella belva la paura. La Paura che insieme alle sue sorelle Ansia ed Angoscia, ha ormai preso il posto delle Gorgoni, Medusa , Euriale e Stenno.
Il modo più semplice che abbiamo di affrontare la paura è quella di gettarla addosso agli altri. Io non mi confronto con te, con prendo in mano le mie paure e te ne parlo ben cosciente che sono mie. No no, ti accuso. (Il “Je accuse” va stretto stretto con la Paura) Ti accuso di qualcosa in modo che tu inizi a sentirti contorcere lo stomaco, in modo che quella sensazione ansiogena piano piano salga dalle tue viscere, arrivi fino alla gola come una pianta infestante e si disseti con la tua saliva.
Io ho paura e mando te nel baratro. Ti ci lancio, per vedere se cadi meglio. Per sentire che suono fa il tonfo del tuo corpo. E poi ti schifo, perchè improvvisamente sono falsamente più forte di te.
E tu, senza capire il perchè, te ne esci da una discussione con un disagio devastante addosso. Con il male alla bocca dello stomaco, e non riesci a toglierti di dosso quella sensazione di impotenza. Certo, perchè la lampante e semplice verità è che quella non è una TUA paura. Quello che stai vivendo non è un TUO problema.

Amico caro, se tu hai paura, vedi di tenertela ben stretta. Ci parli, le chiedi che cazzo vuole, le chiedi cosa vuole insegnarti, cerchi di capire da dove nasce, non me la lanci addosso come si innaffiano i fiori d’estate.

Ecco perchè settimana scorsa ero sparita. Ero impegnata a vivere sulle nuvole, la Magia di un momento senza tempo. Ero impegnata a sentirmi dire che avevo gli occhi a forma di cuore, che eravamo bellissimi assieme. Ero impegnata a godermela. Fino in fondo. Anche se poi alla fine non abbiamo neppure fatto l’amore (e di questo ne parliamo un’altra volta) ero impegnata a respirare con la pancia.

Annunci

Un pensiero su “dell’amore, degli ex, delle 5 scuse, delle relazioni (viaggio alla scoperta..)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: