“possiamo essere amici, e tutto quello che vogliamo” (del concetto di libertà, del tango, dei legami, dell’amicizia)

  • E. >> 

    ciao..
    come stai?
    stasera per caso ho rivisto alcuni video di tango..partita dal tango di roxanne con p. da far vedere a un’amica, sono poi finita a guardare quelli nostri fatti a casa mia per le prove..
    così..erano due mesi che non ci pensavo e che avevo chiuso fuori te e il tango.
    mi chiedevo se non ti manca. se non ti viene mai voglia di ballare di nuovo assieme.
    ho riballato solo un paio di volte, ma non era la stessa cosa. mi mancava il potermi fidare di chi avevo davanti.

  • L. >>

    Buongiorno,

    ci ho messo un po’ per rispondere perchè sono, tuttora, basito…
    giusto per capire: dopo tutto quello che mi hai detto a suo tempo mi stai chiedendo ballare?!?

  • E. >>

    ti sto chiedendo se non ti manca ballare assieme, sì. le parole volano, i sentimenti pure. capita alle volte che basti un flash, un ricordo, un odore, per far tornare indietro il tempo e provare nostalgia per dei momenti che avevi rimosso.

    ma magari a te non capita mai
    io non porto rancore nel lungo tempo, penso che sia inutile. vivo di attimi. quello che c’è oggi, ieri non c’era e forse, domani, non esisterà più.
    tutto quello che ti ho detto, tutto quello che mi hai detto, ieri sera mentre guardavo i video non esisteva più. e mi sono ritrovata a pensare che mi sarebbe piaciuto andare in milonga assieme. ballare, sì.
    un pensiero bello, scevro dal rancore e da emozioni negative.
    c’est tout.


    —————————————————–

    le storie d’amore finiscono. le amicizie finiscono. i rapporti con le persone volano e seguono impervi binari di un treno senza una meta precisa.
    vivo la vita viaggiando. per paesi, per luoghi, nei libri, con le persone, tra le persone. lo stato mentale del viaggiatore è l’unico nel quale mi senta davvero a casa. e se mi fermo troppo in un posto, sento poi crescere dentro quell’ansia indefinita,che si scioglie solo nell’attimo in cui riprendo il mio zaino e i miei sandali. se mi fermo troppo con le stesse persone, mi sento crescere dentro quel nodo alla gola, quel senso di soffocamento e disagio, come un uccello in gabbia con la necessità assoluta di scappare.
    se imprigioni un animale abituato a vivere allo stato brado, nel tentativo di liberarsi ti farà del male. morderà, sbatterà le ali, graffierà.  si farà del male. dibattendosi, sbattendo, vomitando.
    la libertà è un concetto così astratto. cosa ci rende liberi? cosa ci fa sentire liberi?
    la libertà di mutare. sentirsi a proprio agio nello scorrere. nel viaggio. nell’universo delle possibilità.

    capita all’improvviso.
    ti svegli una mattina e cambi vita.
    non lo fai apposta, le persone scompaiono, i vecchi giri pure, ti guardi indietro e vedi solo polvere, senza amarazza, senza rancori, ma capita, così. semplicemente.
    certe volte non resta neppure il ricordo, se non una vaghissima sensazione allo stomaco.
    e quando capita, è bellissimo.
    guardi avanti e vedi le immense nuove possibilità, le straordinarie vite e persone che si intrecciano e si intrecceranno alla tua.
    e tu resti sempre in viaggio. la sensazione di mollare gli ormeggi è meravigliosa. solo che certe volte te ne accorgi, altre, no.
    le mie scuse. non sono una persona fedele. sono una zingara.

    appunti di viaggio

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